Il cuore della scuola

Giornalino scolastico – IC Lacchiarella – Zibido San Giacomo – in collaborazione con ABC musica

Dal cuore del CCR

Written By: ilcuoredellascuola - mag• 06•16

Consiglio Comunale Ragazzi aprile 2016

Eccoci finalmente : il CCR scrive il primo articolo

Con un po’ di batticuore.. avendo molto a cuore, il cuore della scuola :-)

 

Proprio per questo una delle nostre campagne informative vede proprio il giornalino come soggetto fondamentale per tenerci informati, scambiare opinioni, notizie, utilità o curiosità

ci sembra un ottimo sistema di rimanere tutti inrete ..senza rimanerne irretiti !!

 

Stiamo preparando una mostra artistica che appenderemo lungo il corridoio che porta in mensa , il nostro STOP AI BULLI ci accompagnerà mentre ci riuniamo tutti insieme …siamo sicuri che ci può essere un modo migliore per stare insieme, per divertirsi in compagnia, per crescere nell’amicizia e nel rispetto, per sentirsi unici e tutti ugualmente importanti e lo vogliamo trovare insieme !

Lotta al bullismo e agli atti vandalici uno dei primi impegni del nostro mandato: abbiamo bisogno di tutti voi !

Capiterà quindi di trovare cartelloni , scritti e manifesti affissi per la scuola : leggeteli e diteci cosa ne pensate  :-) dateci suggerimenti, idee e proposte !

 

Saremo in piazza il 29 maggio in occasione della Festa del Riso

Un’ottima occasione per conoscerci meglio, passate a trovarci stiamo preparando giochi , sorprese e delizie !!

 

Per rimanere in tema di festa cominciamo a pensare alla

 

:-P  festa di fine scuola :-P

 

come l’anno scorso la festa delle medie prevede un talent a sfide,

e ce ne saranno per tutti, quindi affinate le vostre qualità…la velocità, l’attenzione, la memoria, il canto, il salto in alto, la matematica, il tiro alla fune, raccontar barzellette, danzare, recitare…in che cosa ti vuoi cimentare ?

Alcune sfide saranno a sorpresa , preparate da noi, ma quali nuovi talenti emergeranno ? :-D

 

A presto amici,

i vostri consiglieri

 

Il favoloso Leicester

Written By: ilcuoredellascuola - apr• 20•16

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Il calcio è emozione, poesia, passione, sorpresa. E’ così che possiamo definirla questa squadra che si sostiene su tutte quelle caratteristiche che rendono splendido questo sport, aggiungendoci il cuore e l’ anima della gente e di una piccola città che costituisce l’orgoglio nazionale inglese.  Si,  stiamo proprio parlando del Leicester. Leicester è una classica città inglese con villette a schiera, con molti pub e market e proprio tra questi sorge il centro sportivo della squadra-rivelazione dell’ anno.  La  popolazione di questo paesino presenta molte diverse nazionalità al suo interno:  indiani, israeliani, gallesi tutti uniti per sostenere la loro squadra la domenica, infatti fino all’ultima partita lo stadio è sempre stato gremito. La sua cultura multietnica la rende un esempio per tutte le altre città: al suo interno  questa piccola città è un modello di  convivenza tra religioni e persone di diversa nazionalità, infatti l’evento principale è il carnevale caraibico. Non vogliamo fare geografia, ma vogliamo raccontarvi una storia che rimarrà impressa negli anni che verranno. L’ autore di questo “miracolo” in premier league, è il tecnico romano Claudio Ranieri allenatore che ha una filosofia di gioco ben chiara, ma che  nel suo albo non presentava fino ad ora nessun trofeo. In estate questa squadra era stata attrezzata per non retrocedere, invece con organizzazione e lavoro duro, ora hanno conquistato il titolo. Alla base di questa grande stagione, c’è una società solida con dei valori e con degli obiettivi chiari. Lo stadio che ospita le partite di questa squadra è il Foxes Stadium, sempre pieno.

Gli artefici di questa stagione, in ordine sono stati: i portieri Kasper Schmeichel, uno dei meno battuti in Premier, e Mark Schwarzer. I difensori: Robert Huth, Wes Morgan, capitano e anima della squadra capolista, Christian Fuchs, terzino austriaco tra i più esperti, Marcin Wasilewski, Danny Simpson, Robert De laet, Daniel Amartey, Alfred Schlupp. I Centrocampisti: N’golo Kantè, polmone di questo Leicester, Danny Drinkwater, dinamismo puro, Gokhan Inler, Andy King, Marc Albrighton, esterno di fatica, Ryad Mahrez, esterno finora sconosciuto ma adesso sulla bocca di tutti, dotato di un sinistro magico, Demarai Gray, Nathan Dyer, arrivati nei due mercati estivo e invernale, gli attaccanti: Shinji Okazaki, attaccante giapponese acquistato ad agosto, Jamie Vardy, uno dei pilastri di questa squadra nonchè secondo capocannoniere del campionato e vincitore del record di gol, Leonardo Ulloa, attaccante argentino, buona riserva. Non dimentichiamoci dei giovani che danno un gran contributo e che rappresentano il futuro di questa squadra. e siamo certi che alcuni di questi nomi rimarranno sulle prime pagine dei giornali e sulle bocche degli appassionati di calcio ancora per parecchio tempo.

La stagione 2015-2016 ha visto a sorpresa il Leicester capace di insediarsi stabilmente fin dalle prime giornate nei primissimi posti della classifica; l’attaccante Jamie Vardy inoltre è riuscito  a segnare 13 reti nelle prime 11 partite di campionato, battendo ogni record precedente detenuto da Van Nilsteroy. Alla 17ª giornata i Foxes si portarono in prima posizione e nei primi giorni di febbraio 2016 il Leicester ha consolidato il primato in classifica, portando il vantaggio sulle inseguitrici a 5 punti e riuscendo poi a mantenerlo anche all’inizio del mese di marzo. Il 3 aprile 2016, il Leicester ha inaspettatamente battuto in casa per 1-0 il Southampton, e grazie anche al pareggio per 1-1 del Liverpool contro il Tottenham, seconda in classifica, il Leicester si è portato in vantaggio di 7 punti sulle squadre dietro la capitolista. Nelle giornate seguenti il Leicester ha continuato a infilare risultati utili, mantenendo la prima posizione in classifica e conquistando matematicamente un posto in Champions League. A 3 giornate dalla fine della Premier league, il Leicester si è trovato “magicamente” capolista: il miracolo  si è finalmente avverato:  affrontato lo United, una delle squadre più ricche che ha fallito in questa stagione per assenze importanti, la partita è finita 1-1, grazie al pareggio di testa di Morgan, bandiera e trascinatore di questo club. Il Tottenham doveva ancora giocare, tutta una città attendeva, il Tottenham pareggia il derby consentendo la vittoria del titolo ai foxes. Facendo esplodere un gruppo, una città, migliaia di tifosi di una città piccola che, per un giorno, è diventata il grande centro del mondo calcistico .

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Marco caporaso e Rocco Trimboli 3F

con il contributo di Flavio e Matteo 3G

“Questa è scienza…” dal testo all’esperienza

Written By: ilcuoredellascuola - apr• 13•16

Quest’anno all’interno della scuola media di Zibido, si sta svolgendo un laboratorio scientifico grazie all’iniziativa di alcune docenti di matematica e scienze. Abbiamo pensato, a questo punto dell’anno, potesse essere interessante saperne di più dalla voce dei protagonisti.

L’intervista seguente è stata rilasciata dalla Prof. Chiara Bassi, in collaborazione con la Prof. Laura Donati

1.  Per quale motivo si e’ deciso di fare il laboratorio scientifico?

Noi professoresse di scienze avevamo da qualche tempo l’idea di realizzare un laboratorio scientifico perché abbiamo studiato la scienza sotto diversi aspetti e da questa disciplina siamo ancora oggi abbagliate, incuriosite. Ci siamo allora dette che era riduttivo imparare a conoscere le scienze solo sui libri e così con molta fantasia, visto che la struttura non ci offre grande disponibilità di materiale e un’aula preposta, abbiamo cominciato a pensare come, e s, e si sarebbe potuto realizzare, il tutto pensando di realizzare esperimenti semplici con materiali semplici e poco costosi.

Così abbiamo cominciato, e cerchiamo di attuare, poche e curiose attività di laboratorio.

2.  Descriva le sue opinioni riguardo al laboratorio?

Io credo nel laboratorio perché credo che l’osservazione, la riflessione, la capacità di allestire un esperimento e di interpretare le conclusioni sia un modo per ampliare gli ambiti su cui un ragazzo possa agire. E’ necessario avere pazienza, avere capacità di osservazione, avere delle capacità manuali, avere capacità riflessive per trarre le conclusioni se un esperimento ha avuto successo o altrimenti capire perché è fallito.

3.  Quali oggetti vengono usati maggiormente all’ interno del laboratorio?

L’allestimento di un esperimento prevede “materiali e metodi”, questi vengono portati dai ragazzi o da noi prof., si decide e si studia con i ragazzi l’ambito su cui si vuole indagare e poi si allestisce l’esperimento. La prof. Donati ha sviluppato degli esperimenti sulla cristallizzazione, ha affrontato il tema della fotosintesi. Io con i ragazzi di III H ho affrontato l’argomento “elettricità” e abbiamo costruito dei semplici circuiti elettrici.

4.  Che genere di esperimenti vengono fatti?

Il laboratorio prevede esperimenti molto semplici, essendo un laboratorio in costruzione, non abbiamo un raccoglitore di esperimenti già fatti e provati. Li faremo e scriveremo le nostre esperienze così da redigere un libro degli esperimenti.

5.  In quale ora e giorno viene svolto il laboratorio?

Il laboratorio viene svolto il martedì da me in III ora e dalla prof. Donati in V ora.

6.  A chi è destinato?

In questo momento ad alcune classi del tempo prolungato con modalità diverse.

7.  Quali soddisfazioni per il momento?

Fare laboratorio è sempre interessante e divertente perché non si hanno sempre gli stessi risultati, inizi un’attività e puoi avere sempre un finale diverso.

abbiamo svolto un’indagine fra gli alunni che hanno partecipato al laboratorio scientifico, queste alcune delle opinioni raccolte:

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Mattia B. , III G

Un’esperienza spaziale!

Written By: ilcuoredellascuola - apr• 13•16

San Pietro Cusico, 31 marzo 2016

“Chi di voi vorrebbe fare l’astronauta da grande?” è cominciato con questa domanda l’incontro con l’ astronauta Umberto Guidoni. C’erano i bambini delle elementari, classi prime e seconde, il preside, il vice preside e il sindaco e alcuni assessori del comune  di Zibido. Nell’aria c’era molta tensione ed entusiasmo. Le mani alzate per rispondere affermativamente alla domanda sono state molte.

Umberto Guidoni interagiva con i bambini e ha spiegato loro come si svolge il lavoro dell’ astronauta, commentando un video che lo vedeva protagonista… insieme a Buzz Lightyear.  Ha descritto la partenza della missione spaziale, che si è svolta in California, sul mare: un enorme razzo, due serbatoi immensi di combustibile e una navicella spaziale chiamata Shuttle. Si accendono i motori e lo Shuttle prende il volo. Arrivati oltre l’atmosfera il razzo si stacca dalla navicella e giunti nello spazio quest’ultima si aggancia alla stazione spaziale.

La stazione spaziale è il luogo dove gli astronauti vivono per qualche settimana o qualche mese, sei mesi al massimo. Nella stazione spaziale ci vivono un rappresentante dei 15 paesi che hanno contriubuito a costruirla. Gli astronauti all’interno di questa “casa” fanno esperimenti. Ci ha mostrato, ad esempio, un esperimento con l’acqua: in assenza di gravità l’acqua diventa una bolla, è addirittura tagliabile e ci si può giocare a ping-pong. Anche il fuoco in assenza di gravità cambia forma: la fiamma di una candela diventa sferica e non tende a salire, ma galleggia anch’essa.

All’ interno della stazione spaziale bisogna fare i conti con l’ assenza di gravità in tutti i gesti del quotidiano: non si possono appoggiare gli oggetti altrimenti volano e per questo ci sono pezzetti di velcro  collocato ovunque a cui “agganciare” ogni oggetto. Anche se si trovano nella base spaziale, gli astronauti fanno le stesse cose che facciamo noi normalmente anche se in un modo un po’ diverso, bevono in buste con le cannucce e mangiano cibo disidratato e  conservato sottovuoto: quando lo devono consumare prendono dei contenitori, ci mettono dell’acqua e lo mettono nel forno a microonde. Ci ha raccontato che per dormire non importa in che posizione ci si colloca: in piedi o sdraiati è lo stesso, tanto il corpo non ha peso… l’unica cosa importante è essere legati altrimenti si rischia di sbattere dappertutto durante il sonno! e la cosa che ha incuriosito proprio tutti è stato: “Come fate con il bagno?” Ci ha raccontato che per la toilette c’è un’ anticamera/armadietto dove si trova una latrina con un tubo aspiratore azionato da una pompa idraulica che risucchia gli escrementi… quindi nessun timore… certo è fondamentale non dimenticarsi di accenderla prima di ogni “seduta”!

Dopo ci ha fatto vedere alcuni filmati fatti da satelliti che riprendevano, visti dallo spazio,  diverse parti del mondo in vari momenti della giornata, come ad esempio il tramonto o l’aurora boreale oppure i fenomeni atmosferici come i temporali e i fulmini visti attraverso le nubi, erano degli spettacoli fantastici!

I bambini dopo la spiegazione hanno iniziato a fare domande. Ne riportiamo alcune.

Come si diventa astronauti??

Per diventare astronauti bisogna studiare molte materie tra cui: biologia, fisica, scienze, chimica e matematica e in più fare gli anni di addestramento in un’accademia spaziale.

Com’è stare senza gravità?

All’inizio è un po’ strano dato che siamo abituati a camminare normalmente, e non a galleggiare, ma pian piano ci si abitua e si riesce a fare tutto con tranquillità anche se quando si ritorna sulla terra con la legge di gravità il corpo diventa improvvisamente pesante e bisogna fare un percorso di riabilitazione per poter tornare a camminare.

I razzi laterali dopo essersi staccati dove finiscono?

In genere cadono in mare ma solo in piccole parti perchè quando vengono a contatto con l’atmosfera vanno in mille pezzi.

Questo è Umberto Guidoni, l’ astronauta che abbiamo intervistato. Speriamo che con questo articolo possiate conoscerlo proprio come lo abbiamo conosciuto noi.

L’ultima domanda della giornata è stata posta direttamente da lui agli studenti presenti: “Chi di voi vorrebbe fare l’astronauta da grande?”… Le mani alzate erano ancora molte… La vita nello spazio non è facile ma la sua passione ci ha travolti.

Matteo, Sara, Francesca, Claudia. III G

 

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/49/Umberto_Guidoni_portrait.jpg/160px-Umberto_Guidoni_portrait.jpg

RITRATTI DI SIGNORE

Written By: ilcuoredellascuola - apr• 06•16

A S20160305_111435an Pietro la festa della donna è stata festeggiata Domenica 6 Marzo in collaborazione con il comune di Zibido San Giacomo. Per celebrare questo giorno dedicato alle donne e ai loro diritti, la 3G ha fatto dei cartelloni su alcune donne fra le più significative della storia, quelle che in modi diversi ne hanno segnato il corso. Il lavoro è stato fatto durante la compresenza delle professoresse Corradini e Bassi in un percorso dedicato al ritratto. La 1H ha fatto un albero con attaccate delle poesie sulle donne, una selezione di brani poetici significativi.

La giornata si è svolta seguendo queta scaletta:

  • “PER FARE UN BAMBINO CI VUOLE UN VILLAGGIO” consegna della coperta di benvenuto al primo nato del 2016
  • SPETTACOLO MUSICALE gruppo ALEA dedicato alle voci femminili internazionali
  • Mostra Fotografica di Luigia Introini “ il silenzio“ museo a cielo aperto: Il Monumentale di Milano
  • “IL TALENTO NELLE MANI DELLE DONNE” presentazione lavori artigianali eseguiti dalla Donne
  • “ RITRATTI FEMMINILI“ a cura dei ragazzi delle scuola media

Il lavoro svolto ci ha permesso di riflettere su quella che è stata la condizione femminile nella storia e su quella che ancora oggi la donna vive nella nostra società.

I lavori sono ancora esposti a scuola e la riflessione è ancora aperta.

Secondo noi questa giornata è molto significativa e ci ha fatto piacere partecipare, anche se è bene celebrare la donna non solo in questo giorno ma per tutto l’ anno!!!

Arianna Soldano e Arianna Amadeo, 3G

 

Un’ Italia da “Oscar”

Written By: ilcuoredellascuola - mar• 30•16

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Con la premiazione degli “Oscar” tenutasi il 29 febbraio 2016 si è visto il trionfo da parte del compositore più grande degli ultimi anni: Ennio Morricone, che all’età di 87 anni è riuscito a vincere il premio più ambito nel campo del cinema. Approfittiamo del trionfo italiano da parte di Ennio Morricone per ricordare i vincitori italiani che costituiscono l’orgoglio nazionale nel campo cinematografico.

Il primato lo detengono: Vittorio De Sica e Federico Fellini con 4 oscar ciascuno.
Vittorio De sica ha vinto l’oscar per il miglior film straniero con Sciuscia, con  Ladro Di Biciclette, Ieri Oggi e Domani e con Il giardino Dei Finzi Contini, mentre Fellini ha vinto l’oscar per i seguenti film:  La Strada, Le Notti di Cabiria, 8 1/2 ed Amarcord.

Fra le celebrità italiane del passato che hanno vinto  tre Oscar possiamo citare: Giorgio Moroder, per la colonna sonora dei film Fuga di Mezzanotte, Flashdance e Top Gun; Milena Canonero, per i costumi di Barry Lyndon, Momenti di gloria e Maria Antonietta; Carlo Rambaldi per gli effetti speciali di King Kong, Alien ed E.T; Vittorio Storaro per la fotografia di Apocalypse now, Reds e L’ ultimo Imperatore; Dante Ferretti e Federica Lo Schiavo per la scenografia de the Aviatore, Sweeney Todd e Hugo.

I duplici vincitori della “statuetta”sono: Piero Gherardi per i costumi de “La dolce vita” e 8  e 1/2; Vittorio Nino Novarese per i costumi di Cleopatra e Cromwell; Danilo Donati per i costumi di “Romeo e Giulietta” e  de “lI casanova di Federico Fellini”; Sofia Loren ha vinto  l’oscar come migliore attrice per La Ciociara e successivamente ha ricevuto l’Oscar alla carriera, poiché ha ricoperto il ruolo di principale attrice italiana femminile del ventesimo secolo; Bernardo Bertolucci per il film e la sceneggiatura non originale de”L’ultimo imperatore” e Pietro Scalia per il montaggio JFK  e Black hawk down mentre Roberto Benigni, attore toscano noto a tutti noi grazie ai suoi numerosi successi in molteplici film, con La Vita è Bella ha vinto l’ Oscar come film straniero e miglior attore, il film ha conquistato la statuetta anche per la migliore colonna sonora. Ennio Morricone conosciuto da tutto il mondo per la vittoria della “statuetta” per la colonna sonora di ” The hatetful eight, ha ricevuto l’oscar alla carriera nel 2007.

Tante le stelle che invece hanno vinto l’ Oscar una sola volta.

Anna Magnani: miglior attrice con La rosa tatuata. Pietro Germi, Ennio De Concimi e Alfredo Giannetti: sceneggiatura originale per Divorzio all’italiana. Elio Petri: miglior film straniero per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Giuseppe Tornatore: film straniero con Nuovo cinema paradiso. Gabriele Salvatores: film straniero con Mediterraneo. Pasqualino De Santis: fotografia di Romeo e Giulietta. Nino Rota: colonna sonora con Il padrino parte 2. Gianni Quaranta e Elio Altamura: scenografia di Camera con vista. Ferdinando Scarfiotti, Bruno Cesari e Osvaldo Desideri: scenografia de L’ ultimo imperatore. Gabriella Cristiani: montaggio de L’ ultimo imperatore. Manlio Rocchetti: trucco con A spasso con Daisy. Francesca Squarciapino: costumi per Cyrano de Bergerac. Luciana Arrighi: scenografia di Casa Howard. Gabriella Pescucci: costumi per L’ età dell’ innocenza. Nicola Piovani: colonna sonora di La vita è bella. Dario Marianelli: colonna sonora conora di  Espiazione. Mauro Fiore: fotografia di Avatar. Michael Giacchino: colonna sonora di Step up.

L’ ultimo regista italiano ad aver trionfato nella notte degli Oscar è stato il grande Paolo Sorrentino, napoletano di nascita, ha ricevuto gli omaggi di tutto il mondo per un film che verrà apprezzato anche in futuro, secondo la nostra personale opinione, perché anc ora oggi di grande attualità e di denuncia: Il film è La grande bellezza.

Pazzi per i selfie!

Written By: ilcuoredellascuola - mar• 23•16

L’autoritratto è una forma d’arte in cui l’artista fa la descrizione fisica e caratteriale di se stesso, è proprio sul principio dell’autoritratto si basano gli autoscatti che però assumono altre funzioni: cogliere l’attimo, ricordare i momenti, dimostrare di esserci stati.

Con il tempo gli autoscatti si sono evoluti in qualcosa di più tecnologico: il selfie.

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Il selfie è un autoscatto realizzato da uno smartphone o una fotocamera e condiviso, spesso, sui social, ma può essere anche pericoloso perchè alcuni ragazzi e ragazze per cercare di fare il selfie “perfetto” sono disposti ad andare in posti non sicurissimi come sui binari di un treno, su grattacieli o con dietro delle fiamme, cose a volte assurde. Condividere i selfie sui social inoltre non sempre è una cosa sicura perchè si rende pubblica un’ immagine di sè che può restare a disposizione di chiunque.

Ma… come sono stati inventati i selfie?

Il primo selfie della storia risale nel 1839 ed è di Robert Cornelius, un pioniere della fotografia. Colei che fece diventare una vera mania l’autoscatto fu Anastasia Nikolaevna figlia dell’ultimo zar di Russia Nicola II. Le piaceva scattare varie fotografie di lei davanti a degli specchi in diverse pose e ambienti.

5 REGOLE PER FARSI SELFIE PERFETTI

1. L’INQUADRATURA

L’inquadratura è fondamentale per farsi un buon selfie. Posizionate il telefono un po’ più in alto rispetto al vostro viso. Un dettaglio per molti fondamentale è quello di lasciare la propria fronte fuori dall’ inquadratura, escludendola dallo scatto per mettere in primo piano lo sguardo.

2. LA LUCE

Ogni fotografia dovrebbe avere una buona luce. Se eseguite la foto con la fotocamera interna, assicuratevi che la luce sia posizionata di fronte al vostro viso. Se si tratta di luce naturale l’effetto sarà sicuramente migliore. L’immagine risulterà più luminosa e le imperfezioni spariranno.

3. I FILTRI

Una volta scelto lo scatto preferito potete modificarne luminosità, tonalità, nitidezza e molto altro applicando dei filtri all’immagine con diverse applicazioni. I selfie più eleganti restano, ad ogni modo, quelli in bianco e nero.

4. IL BASTONE

Un metodo per scattarsi un buon selfie è quello di utilizzare il bastone per il selfie che é un’asta costituita da un braccio allungabile e da un supporto che sostiene il telefono. Collegando lo smartphone al bastone, basterà premere il tasto sul manico e il selfie è fatto, senza il rischio di vedere nell’ immagine il braccio e senza assumere pose innaturali.
5. ACCESSORISe ci sono delle imperferzioni che rischiano di rovinare la foto è meglio nasconderle usando degli accessori ad esempio orecchini, occhiali, cappelli o ciò che preferite.

Francesca, Sara, Silvia III G

La scuola sotto scacco

Written By: ilcuoredellascuola - mar• 23•16

Lunedì 13 gennaio 2015 la prof Corradini con il prof Greco, dato che il prof Moneta non aveva più ore a disposizione per fare il laboratorio Storico, hanno deciso di sostituirlo con il laboratorio di scacchi gestito dal prof Greco che si alterna per fare anche il giornalino. Questo laboratorio si praticava già il lunedì in 3G nelle ore della prof Bassi. Al laboratorio di scacchi, del mercoledì, i 10 ragazzi presenti utilizzano 5 scacchiere, i partecipanti al laboratorio cambieranno ogni 6 settimane (come per gli altri laboratori) unendo gli alunni della 3G e della 3H.

Abbiamo fatto alcune domande al prof Greco per sapere come mai ha voluto condividere il suo “talento” con noi ragazzi:

1) Come le è venuta l’idea di creare questo laboratorio e perché, secondo lei, è importante insegnarci il gioco degli scacchi?

In questi ultimi anni il gioco degli scacchi ha assunto una valenza sempre maggiore, poiché ne è stata riconosciuta l’importanza formativa: chi gioca regolarmente a scacchi sviluppa le capacità logiche, potenzia il pensiero creativo e astratto, migliora la capacità di gestire le emozioni che si provano durante le competizioni sportive, e migliora del 15% il rendimento scolastico. Quindi ho pensato di offrire ai miei alunni la possibilità di conoscere questo bellissimo gioco che, tra l’altro, è una disciplina sportiva affiliata al CONI… Insomma, si può definire “uno sport per la mente”.

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2) E’ stato facile spiegare come si gioca a scacchi?

Spiegare il gioco degli scacchi è stato relativamente facile, perché le regole non sono numerose ma le combinazioni di gioco che si possono verificare sono altissime… si parla di 10123 (1 seguito da 123 zeri!!!!) possibili mosse in una partita.

3) A che età si è appassionato a questo gioco?

Io ho imparato a giocare a scacchi più o meno alla vostra età, quando frequentavo la scuola media, ma ho approfondito l’argomento in questi ultimi anni, perché i miei figli si sono appassionati e hanno deciso di frequentare una scuola di scacchi agonistica.

4) Questo laboratorio lo fa in altre scuola?

Propongo un laboratorio simile a quello che conduco nella scuola di Zibido anche nella scuola primaria di Lacchiarella, come volontario dell’associazione “Gioco Armonico” e coinvolge le quarte elementari. Il 22 marzo scorso 4 alunni della scuola primaria di Lacchiarella (Edoardo, Riccardo, Brando e Arianna) hanno partecipato alle fasi provinciali dei campionati giovanili studenteschi, sfidando le altre 66 squadre iscritte. Sono saliti sul podio ottenendo un meritatissimo secondo posto. Il prossimo 7 aprile parteciperanno alle fasi regionali, dovi dovranno affrontare le 24 squadre più forti delle scuole lombarde… e chissà che non si arrivi ai nazionali, che si svolgeranno a maggio in Calabria (vi terremo aggiornati).

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5) Per ora, le è sembrata una buona idea iniziare il laboratorio?

Sono molto soddisfatto della scelta che ho operato dal momento che il MIUR (Ministero dell’istruzione), sta sempre più riconoscendo l’importanza del gioco degli scacchi e sta favorendo l’inserimento degli scacchi a scuola… Da questo punto di vista il nostro istituto si è dimostrato “Pioniere” in questa direzione. Voglio infatti ricordare che la scuola di Zibido ha una lunga tradizione in tal senso: già in passato il laboratorio era stato proposto dai proff. Mangano e Beatrici. In tempi più recenti il prof. Moneta ha ripreso il progetto scacchi a scuola.

Arianna Amadeo e Arianna Soldano, 3G

 

 

Chattare, twittare, taggare… e parlare no???

Written By: ilcuoredellascuola - mar• 09•16

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Whatsapp, Instagram, Facebook, Tumblr, Youtube, Twitter… queste sono alcune app, come le chiamiamo noi, ma in realtà cosa sono? E a cosa servono?

In informatica l’app (applicazione mobile) è un’applicazione software studiata e pensata dagli studiosi per il loro colore, la loro forma per i dispositivi di tipo mobile, come smartphone e tablet.  Le app sono diverse fra loro e si dividono in : applicazioni  native e web app. Le applicazioni native sono quelle che installandole,  si salvano sul dispositivo, mentre, le web app sono quelle che si usano su internet, non si salvano sul dispositivo e non influenzano la batteria del dispositivo.   Le app sono contenute negli store e possono essere sia a pagamento sia gratuite. C’è un’app per tutto cucina, musica, leggere libri, divertimento.

Ora vi descriveremo le app più usate dai ragazzi:

Whatsapp funziona per comunicare con le persone gratis, è stata creata nel 2009 da Jan Kolm e da Brian Acton. Oltre allo scambio di messaggi si possono inviare immagini, audio, video o la posizione in cui sei in quel momento al tuo amico a chi vuoi mandarlo.

Instagram è anch’esso un social network e serve per scattere foto, modificarle con filtri, condividere le foto con le persone e cercare persone, anche famose. E’ stata sviluppata da Kevin Systrom il 6 ottobre del 2010.

Facebook è stato creato il 4 febbraio del 2004 da Mark Zuckemberg, uno studente, e dai suoi compagni, per far comunicare tutti gli studenti dell’ Università di Harvard. Successivamente fu aperto a tutti. Questa applicazione serve per condividere foto e trovare amici.

Twitter è stato ideato nel marzo del 2006 a San Francisco. Il nome Twitter deriva da verbo “to tweet” in inglese e significa cinguettare, infatti nell’immagine dell’applicazione c’è una uccellino azzurro. Twitter è usato dagli utenti per diffondere notizie e diversamente da Facebook o altri social network, non esiste una chat e non è consentito inviare messaggi a persone che non siano “follower”.

Tumblr è un’applicazione che permette alle persone di creare un blog in cui si possono postare frasi, immagini o citazioni ed è stato creato da David Karp nel 2007.

Noi pensiamo che queste applicazioni siano utili per noi ragazzi perché ci permettono di “messaggiare” e farci sentire vicini anche con gli amici a distanza che, purtroppo non possiamo vedere ogni giorno. Oppure ci sono ragazzi che per timidezza o per paura non riescono a comunicare con gli altri e quindi usano i social come mezzo per entrare in contatto con i cosiddetti “AMICI”, perché sanno che lì nessuno li può giudicare e si possono sentire liberi e sicuri di se stessi, poichè uno schermo li separa dalla realtà, e proprio questo scollamento è il reale pericolo dei social.

Invece per i genitori tutta questa confidenza con le app non c’è perché non vogliono che ai loro figli succeda qualcosa e, anche se a volte può sembrare che non si fidino di noi, loro  hanno solo paura  delle persone che ci sono in giro, soprattutto degli adulti e delle false identità, che ci potrebbero truffare.

Francesca e Silvia 3G

L’aerogel GRAFENE

Written By: ilcuoredellascuola - mar• 02•16
Il grafene è il materiale più leggero al mondo ed è costituito da uno strato monoatomico (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo) di atomi di carbonio. Pesa 0,16 milligrammi per centimetro cubo (16 grammi al metro cubo) ed è concettualmente paragonabile a una spugna: può essere usato come isolante termico, oppure per ripulire aree inquinate da versamenti di petrolio. Può assorbire olii, essere “strizzato” per ripulirlo e di nuovo buttato in acqua per assorbire altro petrolio.
Nel corso di un recente esperimento il grafene è stato capace di trasformare la luce solare in energia elettrica con un livello di conversione maggiore rispetto a quello medio di laboratorio, quindi si puo gia ipotizzare la costruzione di pannelli fotovoltaici più efficienti di quelli attuali. Questo materiale non solo è il più leggero del mondo, ma ha anche la resistenza di un diamante e la flessibilità della plastica. Però il grafene potrebbe avere un difetto, la tossicità per gli umani, infatti, la Brown University sta continuando le ricerche, ma se il grafene fosse tossico potrebbe intaccare e danneggiare le cellule umane.